Martedì 12 Aprile 2016
 
SIRIA, IL MIRACOLO DELL’AMORE

Cosa fare con 4 dollari e 300 persone in necessità? Occorre un miracolo, come succede in Siria grazie all’impegno di persone che si fanno fratelli gli uni agli altri. Questa testimonianza è stata riportata da Pascal Bedros al Convegno Oncity (1-3 aprile 2016).

«Nella situazione difficile in cui viviamo ci è stato chiesto in tanti momenti di decidere per il bene della nostra famiglia, per il bene dei nostri figli. Come tanti ho vissuto questa lotta: rimanere nel mio Paese che amo e nel quale vivo con dignità ma che adesso si lacera in un conflitto sanguinoso nutrito dall’ignoranza, oppure scappare da questa situazione per il bene della famiglia? Questo mi ha provocato un grande stress e inquietudine che involontariamente si sono ripercossi sulla mia famiglia, rendendone la vita, come quella di tanta gente, confusa.
Ad un certo punto ho comperato i biglietti aerei e ho cominciato le pratiche necessarie per la partenza. Passando dalla mia Chiesa per prendere un documento, il sacerdote mi ha visto molto agitato e me ne ha chiesto il motivo. Gli ho risposto che avevo in mano i biglietti per il viaggio e che la mia valigia era pronta, ma che in fondo al cuore non ero tranquillo nel fare questo passo, anche se avevo già assicurata un’opportunità di lavoro in Libano. Sentivo di avere una missione da offrire alla mia gente. Il sacerdote mi ha risposto con grande tranquillità: “allora, se è così, non viaggiare!”.
In quel momento, la situazione ad Aleppo non era così grave come è adesso, ma sentivamo che il peggio stava per arrivare e che sarebbe arrivato velocemente. Decisi di rimanere da solo ad Aleppo, facendo partire mia moglie e i figli per Beirut. Li avrei semplicemente accompagnati e poi sarei tornato. Ma mia moglie non accettò.
Non sono una persona abituata a pregare tanto, ma ho sentito in quel momento che Dio mi chiedeva qualcosa qui, in questo posto. Nonostante la tensione che si respirava attorno, mi ha invaso una grande pace interiore e una grande tranquillità.
Con gli amici abbiamo cercato di capire i bisogni della comunità e rispondere attraverso aiuti anche semplici, secondo le nostre possibilità. Un giorno ci siamo trovati a parlare delle condizioni di vita difficili nelle quali si trovano tante famiglie cristiane della classe media e del reale problema di trovare il latte per i bambini.
Pochi giorni dopo, sono andato a cercare del latte, senza risultato. Ho continuato a cercare in tutta la città ma invano. Alla fine, dopo una continua ricerca siamo riusciti a trovare soltanto 4 scatole di latte.
Da un confronto su come fare per aiutare le famiglie ci è venuta l’idea di iniziare a recensire i bisogni. Erano 300 famiglie e avevamo solo 300 Lire siriane (pari a quattro dollari!)
Abbiamo messo la nostra fiducia in Dio. Ed ecco che una persona di nostra conoscenza è intervenuta e ha potuto coprire tutti i bisogni immediati tramite la Caritas! Piano piano si sono aggiunti a noi più di 35 volontari per portare aiuto ai più bisognosi.
Con l’aumento del numero delle famiglie in necessità, che sono passate da 300 a 1500, non riuscivamo ad assicurare a tutti i prodotti di prima necessità, perciò abbiamo pensato di chiedere aiuto alla Mezzaluna Rossa (l’equivalente della Croce Rossa negli stati musulmani). Il responsabile ci ha chiesto se offrivamo il sostegno a persone di tutte le confessioni, con ciò voleva sapere se aiutavamo i musulmani. Proprio in quel momento è entrata una persona che conoscevo e mi ha chiesto notizie del Centro per i bambini sordomuti che gestisco con mia moglie. Era al corrente che ci occupiamo di 55 bambini musulmani e cristiani nello stesso modo. Senza esitare, ha fatto un cenno al responsabile che ci ha firmato un documento per aver accesso ai magazzini. Eravamo sorpresi della grande quantità di aiuto che abbiamo ricevuto e che non ci aspettavamo!
Ogni volta, davanti ad ogni problema o difficoltà che incontriamo, sento fortemente che non siamo soli, e questo lo sperimento attraverso certe persone, che sono come degli angeli, se così si può definirle, che Dio ha messo sulla nostra strada.»

continua…

Un Commento

  1. Finn Fadum
    Posted 3/5/2016 at 10:45 | Permalink

    A strong message. Thank you!

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