Venerdì 18 Marzo 2016
 
REGGE LA TREGUA IN SIRIA

Non c’erano grandi aspettative sulla tregua in Siria iniziata il 26 febbraio scorso, viste le grosse difficoltà delle parti in causa anche solo a sedersi insieme al tavolo delle trattative.

Eppure la tregua regge, nonostante diversi incidenti, mentre sulla questione siriana continua il dialogo fra Russia e USA. Ora si fa più concreta la speranza che la diplomazia riesca a trovare una soluzione ragionevole e anche i rappresentanti ONU incaricati dei negoziati parlano di “fragili barlumi di speranza”.

Secondo un’organizzazione umanitaria siriana, dal 2011 sono stati distrutti in Siria 177 ospedali e uccise circa 700 persone fra medici, infermieri e altro personale sanitario (fonte: esteri.diariodelweb.it).
La situazione degli ammalati è spesso drammatica, costretti come sono a farsi carico da soli di ogni problema. Fra gli aiuti inviati dall’AMU, una parte è destinata proprio a far fronte a questa emergenza sanitaria a Kafarbo, vicino ad Hama, dove alcune persone del Movimento dei Focolari si sono impegnate a dare il loro supporto a persone in difficoltà. Sono circa un centinaio le persone assistite e non si tratta solo di aiuti materiali, come racconta una persona della comunità locale:

«Abbiamo cominciato a visitare le persone malate per conoscere meglio la situazione di ciascuno. Dopo ogni visita torniamo con la sensazione di toccare qualche cosa di sacro.

Siamo stati da una famiglia il cui padre è partito per un Paese vicino in circostanze misteriose e difficili, lasciando la moglie e i quattro figli senza nessun sostegno morale o economico e senza dare più notizie. La figlia di otto anni è gravemente malata e ha un ritardo nella crescita. Sua madre ci ha spiegato la situazione piangendo; io non sono riuscita a trattenermi e ho pianto con lei. Poi abbiamo pregato insieme e abbiamo chiesto al Signore di dare alla famiglia la gioia. Con la comunità locale abbiamo cercato di sostenerli anche economicamente.

Durante la nostra seconda visita abbiamo portato un pacco con provviste alimentari, ma abbiamo notato che la famiglia non aveva i mezzi per riscaldare la casa. Allora abbiamo trovato subito una piccola quantità di gasolio. Poi abbiamo saputo cosa mancava ai bambini e i ragazzi della comunità hanno provveduto con vestiti e altro. È stato bello perché era un dono dai bambini ad altri bambini. La moglie ci ha ringraziato tantissimo, dicendo che con la nostra visita la gioia è entrata nella sua casa. Dopo un po’ di tempo sono arrivate notizie dal marito: in casa si sono tranquillizzati e la situazione della famiglia ha cominciato a migliorare.»

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