Venerdì 19 Febbraio 2016
 
SIRIA. DA DOVE PUÒ VENIRE LA PACE?

A proposito della situazione siriana, una testata giornalistica qualche giorno fa titolava: “Siria, poligono di tiro delle potenze mondiali”. Niente di nuovo, da tempo è risaputo che sulla pelle della popolazione siriana si giocano interessi ed equilibri internazionali difficili da scalfire, appena velati da inconsistenti promesse di tregua.

Noi, donne e uomini comuni, ci chiediamo costantemente come fare per aprire gli occhi ai governanti del mondo, per infondere nella loro mente un po’ di buon senso. Non c’è nessun interesse nazionale che valga quanto una vita umana.

Dall’altra parte, ogni giorno abbiamo notizia di persone, famiglie e gruppi che impiegano il loro tempo e le loro energie per stare vicini alla popolazione siriana, aprendosi all’accoglienza o inviando aiuti a quanti sono rimasti. La causa della pace e della fratellanza umana ha molti sostenitori! Grazie a questo movimento di solidarietà, dall’inizio del conflitto abbiamo potuto inviare ai nostri referenti per la Siria 278.000 euro, che sono stati impiegati per aiutare la popolazione civile, in particolare: famiglie sfollate in Libano, famiglie rimaste in Siria, persone di Kfarbo bisognose di cure mediche urgenti e i bambini non udenti della scuola di Aleppo. Altri fondi saranno inviati a breve.

Sono contributi arrivati da ogni parte del mondo. Per citare solo gli ultimi mesi: dall’Associazione “Tra cielo e mare”, da gruppi e comunità di Bergamo, Matera, Padova, Trento e  Pescara, dal  Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, dall’Associazione  Monti Ausoni di Lenola (LT); poi da comunità, associazioni e gruppi di Germania, Austria, Olanda, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Norvegia, Rep. Ceca, Spagna e Portogallo. Senza contare singoli e famiglie che con sacrificio e amore hanno condiviso i loro risparmi; le numerose iniziative fatte da bambini e ragazzi; la raccolta fondi promossa dai giovani del Movimento GMU per far arrivare coperte…

Dalla Siria i nostri referenti raccontano che le famiglie che ricevono gli aiuti li condividono con altre persone e in questo modo li moltiplicano…

Questa rete di amore, della quale siamo testimoni, potrà contrastare l’ottusità dei potenti? Noi pensiamo che la pressione dell’opinione pubblica, sostenuta da impegno concreto, dedizione e sacrificio, abbia il suo peso. Per questo non cessiamo di credere nella Pace e di lavorare per essa.

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