Giovedì 21 Gennaio 2016
 
PERÙ: VITA DI SCUOLA (SULLE ANDE)

 
A Bolívar si è concluso in dicembre il primo anno nella nuova scuola San Francisco de Asís. Cinque classi di primaria e cinque di secondaria per un totale di 136 alunni, ognuno con il suo carattere e la sua storia. Questa volta Padre Emeterio ci parla di Claudia e di Francis.

Abbiamo deciso di avviare nella scuola primaria un sistema di pluridocenza, metodo mai sperimentato prima sulle Ande della provincia di Bolívar. Verso la fine dell’anno scolastico abbiamo fatto una verifica specifica su questa nuova esperienza didattica, incontrando separatamente genitori e alunni. Sono stati riscontrati passi avanti notevoli sul piano dell’apprendimento, mentre un punto risultato più debole è stato quello dei rapporti umani.

Ad esempio Claudia, 9 anni, ha avuto il coraggio di raccontare che i suoi rapporti con l’insegnante di matematica non erano buoni. Sentiva che l’insegnante non la teneva in considerazione come lei desiderava o come faceva con i suoi compagni di classe. L’occasione per chiarirsi è avvenuta durante la “Festa della Gioventù”, giornata che gli insegnanti organizzano per gli alunni. Nella classe di Claudia si avvertiva che la festa non poteva cominciare senza un chiarimento ed una riconciliazione. Fra Claudia e la sua insegnante c’è stato un abbraccio interminabile. «Le voglio molto bene professoressa, dice Claudia, non possiamo continuare a litigare.» «Non credo, Claudia, che abbiamo veramente litigato, risponde l’insegnante, forse non abbiamo parlato abbastanza… d’ora in avanti comunicheremo di più, e vedrai che tutto andrà molto meglio.» Che dire? Quel giorno è stata una festa “vera” e tutti hanno gioito dei frutti di questa riconciliazione, anche i genitori che durante il pomeriggio avevano saputo ciò che era successo.

Francis ha 8 anni e fa la seconda elementare. Ha le capacità tipiche di un bambino con la sindrome di Down.

Nella nostra scuola i suoi genitori hanno incontrato quello che cercavano da tempo: uno spazio di accoglienza e di gentilezza. Ma anche per noi la sua presenza è importante perché ci dà l’opportunità di vivere ciò di cui qui in Perù si parla tanto: l’inclusione educativa senza alcuna distinzione.

Con Francis abbiamo sperimentato che l’amore può tutto. Con l’amore degli insegnanti e dei compagni, Francis è un bambino felice e integrato in tutte le attività della classe e della scuola: non è strano al mattino, ad esempio, vederlo offrirsi per guidare la preghiera comune. Nelle differenti aree didattiche procede con i suoi ritmi di apprendimento. La comunione con i suoi compagni, che hanno imparato ad accettarlo e ad amarlo, è straordinaria ed ha rallegrato la vita di tutti.

padre Emeterio Castañeda

(da AMU Notizie n. 3/2015)

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