Lunedì 11 Gennaio 2016
 
Pakistan. Baghwanti e l’amore che ritorna

 Riprendiamo nel nuovo anno le pubblicazioni sul sito con una testimonianza dal Pakistan. Un augurio speciale a tutti i “navigatori” che anche quest’anno viaggeranno con noi!

Una storia di riscatto sociale che parte dal Centro Nest, in Pakistan

Si presenta inaspettata al Centro Nest di Karachi, una mattina di tre anni fa. Ha da fare una richiesta insolita: vorrebbe dare una mano per ricambiare quanto ha ricevuto da piccola.

Un normale gesto di gratitudine, si direbbe, di quella ordinaria reciprocità che ci porta ad amare chi ci ha amati o a ricambiare i favori ricevuti. Ma nel contesto duro in cui ci troviamo, concentrato sulla quotidiana sopravvivenza, è qualcosa che non era mai accaduto prima.

Baghwanti, questo è il nome della ragazza che si presenta alla porta, ha 13 anni. Da piccola aveva frequentato per qualche tempo il centro Nest. Aveva imparato a leggere, un po’ meno a far di conto. Poi aveva smesso per aiutare la famiglia: è infatti la più grande di 11 fratelli.

Baghwanti è di etnia Bagri, indù fuori casta completamente esclusi dalla società. A loro, da 25, anni si rivolge l’attività del Centro Nest, puntando ora soprattutto sull’istruzione dei bambini, come modo più efficace di riscatto, e sulle pratiche per ottenere i documenti.

«Ha cominciato ad aiutarci del tutto gratuitamente – racconta Maria J., coordinatrice del progetto –  facendo qualsiasi cosa fosse necessaria: dalla pulizia dei locali ad aiutare i bambini quando fanno la doccia e si cambiano. Man mano che l’abbiamo conosciuta, e abbiamo visto la sua perseveranza, le abbiamo affidato incarichi nuovi e più delicati. Per esempio, la mattina raccoglie i bambini più piccoli dalle loro tende e li accompagna al Centro. Le mamme glieli affidano volentieri perché Baghwanti è una Bagri come loro, parla la loro lingua e vive come tutti i Bagri nella stessa discarica.»

Nel rapporto con le famiglie Bagri, Baghwanti, ora sedicenne, ha assunto quasi naturalmente il ruolo di mediatrice culturale. «Si direbbe che ha colto e fatto suo pienamente lo spirito di servizio con cui si lavora al Nest, – conclude Maria J. – e per questo abbiamo deciso di assumerla come aiuto insegnante e di darle uno stipendio. Ogni giorno di più si fa apprezzare per la sua delicatezza ed attenzione, e per come sa essere, in ogni occasione, strumento di pace.»

I numeri del progetto Nest nel 2015

  • Iscritti 110 bambini
  • Frequentano regolarmente 60 bambini
  • Avviati alle scuole pubbliche 35 bambini, di cui 15 partecipano al doposcuola del Nest
  • Famiglie regolarmente in contatto 80
  • Aiuti sanitari mirati a 4 bambini: uno ha potuto riacquistare la vista, un altro – colpito da TBC e non curato – è stato salvato.

Per l’anno 2016 è necessario un contributo di € 35.862,14 per materiale didattico, rette scolastiche, pasti, cure mediche, stipendi personale, affitto e altre spese del Centro.

(fonte: AMU Notizie n. 3/2015)

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