Giovedì 17 Dicembre 2015
 
EGITTO. TESTIMONIANZE DAL CAIRO

 

Parlano i protagonisti del progetto “Donna educatrice di pace”: un’esperienza straordinaria che si è appena conclusa e che ora converge nel nuovo progetto “Chance for Tomorrow”

Un animatore impegnato nel progetto racconta: «Uno dei miei compiti durante il campo scuola era quello di tenere d’occhio i ragazzi “difficili”. Tanti venivano per la prima volta. La prima mattina uno di loro non ha voluto fare colazione dicendo che era sazio. Stessa cosa a pranzo e a cena. Ho fatto vari tentativi, senza successo, per capirne il motivo. Allora gli ho detto che se lui non mangiava, anch’io non avrei mangiato. Il ragazzo, sorpreso e toccato dalla mia decisione, ha cominciato a spiegare le ragioni che gli impedivano di mangiare: ”non mangio i cibi  fatti dai cristiani”. Anche se mi sembrava un pensiero un po’ estremo, l’ho ascoltato con rispetto e l’ho accompagnato ad un negozio fuori. Ho comprato cibo, succhi di frutta e latte. La mattina dopo, già da lontano mi si avvicina tutto sorridente e mi dice: “Ti voglio dare una bella notizia: oggi mangerò con te”. Gli ho assicurato che potevamo andare di nuovo fuori a comprare da mangiare. ”No” mi ha detto “io mangerò quello che mangerai tu”, ed è corso subito a mangiare con gli altri».

Zaher, un altro animatore: «Mi sono trovato assieme ad un gruppo di donne musulmane velate, persone molto semplici. Pensavo che venissero da noi per imparare come sviluppare e migliorare la qualità  della loro vita, ma improvvisamente mi sono trovato ad imparare da loro: la loro forte spinta, vera ed onesta, a servire quelli ancora più bisognosi mi ha commosso profondamente e mi sono trovato, senza neanche accorgermi, a fare una cosa che non ho mai fatto nella vita, come uomo: stendere con loro le lenzuola sulla terrazza.  È stata una lezione che non dimenticherò mai».

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