Venerdì 13 Febbraio 2015
 
UN PROGETTO IN CAPO AL MONDO

Come si vive in una terra senza futuro?
Nel villaggio di Buota, uno dei più poveri della Repubblica di Kiribati, ci si prova anche così…

«Abbiamo saputo che non lontano da Buota, molte famiglie hanno dovuto abbandonare le loro case distrutte dall’alta marea. Ora, con l’aiuto dei villaggi vicini, stanno provando a ricostruire le abitazioni…».
La notizia, che ci arriva da Mary Cass – referente locale del progetto di Kiribati – non annuncia una nuova catastrofe ecologica, ma un’ordinaria emergenza. Il Paese ha infatti un grosso problema di fondo: il progressivo innalzamento del livello del mare sta sottraendo terre all’agricoltura, con effetti negativi sulle attività lavorative e sulla qualità dell’alimentazione. Si prevede che fra alcuni decenni tutto l’arcipelago sarà sommerso.
Non potendo arrestare l’avanzata del mare, dovuta al surriscaldamento globale, il governo punta a fornire agli abitanti una nuova collocazione all’estero o in altre parti del Paese.

Tarawa è l’isola più grande di quel vasto arcipelago del Pacifico. Uno dei villaggi più poveri dell’isola è il villaggio di Buota, dove è in corso il nostro progetto.
Oltre alle attività destinate ai bambini è previsto un supporto per sviluppare piccole attività produttive.

«Sono state aperte a Buota 2 nuove piccole attività commerciali, continua Mary Cass. La prima consiste nella produzione e vendita di ghiaccio, grazie ad un congelatore acquistato con i contributi AMU. La seconda riguarda invece la vendita di oggetti di artigianato all’aeroporto di Tarawa, anche questa attività resa possibile dai contributi AMU con i quali abbiamo acquistato una macchina da cucire. Va bene anche la produzione di pane che viene venduto a tre diversi negozi presenti nel villaggio e nell’area circostante. Il ricavato di tutti questi lavori – oltre a retribuire il lavoro delle donne coinvolte – va a beneficio della nostra scuola materna “Love and Unity” e permette di provvedere ad alcune necessità alimentari dei bambini e delle loro famiglie.»

Altre informazioni nella scheda progetto e nell’articolo pubblicato su AMU Notizie n. 1/2015.

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