Venerdì 6 Febbraio 2015
 
CUBA DOPO IL DISGELO

All’entusiasmo per il sorprendente annuncio del disgelo fra Stati Uniti e Cuba segue la consapevolezza che i passi da intraprendere sono ancora molti. Ma la strada è stata aperta.

La storica svolta nei rapporti fra Stati Uniti e Cuba, annunciata il 17 dicembre scorso, ha colto tutti di sorpresa. Dopo un mese dalla ripresa delle relazioni diplomatiche, ora è tempo di lavorare perché, uno dopo l’altro, vengano rimossi gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di una vera intesa, nel rispetto delle diverse identità e dei diversi interessi.

I nostri referenti a Cuba ci descrivono l’atmosfera che si respira tra la gente:

«La notizia ci ha sorpresi all’aeroporto, mentre stavamo andando in Colombia. Ora siamo rientrati a Cuba e finalmente possiamo dire qualcosa al riguardo, anche se i giornali internazionali sono pienissimi di notizie, interviste, opinioni le più varie…
La prima reazione che abbiamo visto nei cubani è stata di sorpresa e di una certa incredulità. Da subito una grande ammirazione e rispetto per Papa Francesco giacché sia Castro che Obama hanno menzionato il suo contributo prezioso ai dialoghi. Soprattutto nei cattolici abbiamo visto una grande gioia ed appunto tanta gratitudine per il Papa!

Come vivono i cubani questa apertura? Le parole che si sentono più spesso sono: speranza, fiducia, coraggio, gioia.
È un momento importante per avere speranza e per creare speranza attorno. Il 2015 si presentava molto negativo, ma ora viviamo un momento di speranza” (una mamma di famiglia).
Nei miei 25 anni è la prima volta che sento che il governo chiede aiuto ad un terzo, in questo caso alla Chiesa” (giovane studente).
È un primo passo verso qualcosa che avverrà ma ancora c’è incertezza” (un professore).
Mi ha colpito l’umiltá nel riconoscere l’aiuto di Papa Francesco” (giovane studente).

Dopo l’entusiasmo dei  primi giorni, tanti pensano che non succederà niente; fino a quando non vedranno una vera ripresa economica che sollevi la vita tanto precaria, non vogliono farsi grandi illusioni. Si pensa anche che ci sarà una maggiore emigrazione approfittando del fatto che gli USA non hanno ancora tolto la legge che privilegia i cubani rispetto agli immigrati di altri Paesi, e temendo appunto che questa legge cadrà presto.

A metà gennaio l´informazione – notizie nella tv, nei giornali e in tutti i mezzi di comunicazione – è stata tutta focalizzata sul ritorno dei cinque prigionieri cubani detenuti negli Stati Uniti, come vittoria raggiunta dopo anni di richiesta e lotta per la loro liberazione, e non tanto sul momento storico nelle relazioni fra i due Stati. In alcuni ambienti si pensa che questo dialogo sarà più credibile quando inizieranno i rapporti diplomatici all’Avana alla fine di gennaio con la presenza dei diplomatici americani.»

C’è tanta speranza, insomma, ma con i piedi per terra, ed è con questo spirito che continuiamo a seguire i nostri due progetti a Cuba: il progetto “Mi casa es tu casa” e quello della fattoria “La Ventura”. Gli ultimi aggiornamenti sono su AMU Notizie, a pagina 12 >>>

Un Commento

  1. Francoise Cortens
    Posted 17/2/2018 at 09:47 | Permalink

    sono tanto interessato a tutti i progetti di AMU, personalmente ma anche come autore per la nostra Citta nuova (Néerlandese).
    una domanda che mi riviene spesso è: come va questo progetto oggi dopo 5 anni?
    vorrei leggere p.es. un intervista con alcune persone di là.
    grazie

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