Mercoledì 21 Maggio 2014
 
CARA EUROPA, TI SCRIVO… (parte seconda)

Proseguiamo con la pubblicazione in anteprima di un articolo che uscirà a giugno su AMU Notizie. Come vorrebbero l’Europa gli amici dell’Africa o dell’America Latina? In quest’ultima parte parliamo di ambiente e di relazioni.

Ambiente naturale e ambiente di relazioni

Un terzo tema rilevato è quello che riguarda lo sfruttamento delle risorse naturali non rinnovabili. Qui si tocca un argomento delicato, spesso nascosto all’opinione pubblica ma ben presente negli studi di geo-politica. Non sono solo gli amici dell’Africa (regione dei Grandi Laghi in primis) a fare presente il problema, ma anche da altre parti del mondo, e soprattutto dall’America Latina. È ben vero che la questione va al di là delle più o meno forti capacità delle istituzioni europee di incidere sulle relazioni commerciali internazionali, ma è altresì vero che l’Europa potrebbe (ed a nostra avviso dovrebbe) impegnarsi seriamente e risolutamente per stabilire criteri internazionalmente accettati e verificabili che rendano etiche e solidali le transazioni commerciali internazionali, in particolare per i beni che derivano dallo sfruttamento di mano d’opera o di risorse naturali non rinnovabili, oppure da regioni dove alle popolazioni indigene sono stati sottratti gli habitat originari. (…)

Ecco le richieste all’Europa: favorire in tutti i modi la commercializzazione di prodotti agricoli e non, realizzati in forma comunitaria e secondo procedure di rispetto dell’ambiente e delle persone; dare alle imprese europee che importano tali prodotti agevolazioni fiscali e doganali; fare approvare a livello internazionale normative obbligatorie che tutelino in modo efficace questi prodotti e valori, per arrivare a trasformare tutto il commercio in “commercio equo” con criteri di effettiva tracciabilità, verificabilità e premialità fiscale.

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In fondo alla questione

La conclusione per questa prima tornata di riflessioni è una vera e propria “sferzata” (positiva ed amichevole) che ci arriva ancora dai nostri amici africani: «Per risolvere il problema delle ingiustizie e della marginalizzazione che provocano la povertà, l’Europa ha bisogno di sostenere i valori della fraternità alla luce del cristianesimo». Nella nostra Europa che è alla ricerca di una nuova identità, riscoprire la fraternità come uno dei suoi valori costitutivi può favorire la diffusione di azioni sociali condivise fra persone di convinzioni politiche e religiose diverse, ma accomunate dal desiderio di vivere in una casa comune, aperta a tutti.

Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato con le loro riflessioni e contributi, e soprattutto grazie anche a chi tra i nostri lettori vorrà avviare un dialogo ed inviarci propri contributi su questo tema: scriveteci a info@amu-it.eu.

Stefano Comazzi

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