Venerdì 20 Dicembre 2013
 
SIRIA, SCUOLA PER NON UDENTI: LA PAURA NON CI HA FERMATO


Toccante testimonianza di Jean e Viviane Gebran, che ad Aleppo hanno dato vita, ed ora dirigono, una scuola per bambini non udenti.

Pubblichiamo alcuni stralci di una lettera inviataci dai responsabili della scuola EHIS (École d’Habilitation et d’Initiation pour les Sourds), che da anni si occupa di bambini non udenti. L’AMU la sostiene grazie anche ad un contributo della Regione Toscana e del Comune di Sestri Levante.

«Quest’anno, scrivono Jean e Viviane, la scuola ha aperto le sue porte all’inizio di settembre.
Durante lo scorso anno eravamo stati ospitati dalla parrocchia dei Padri Francescani, perché la zona della scuola era molto pericolosa; c’erano state due esplosioni molto vicine che avevano provocato numerosi danni.
Abbiamo perciò iniziato il lavoro su due livelli: la preparazione pedagogica e i lavori di restauro per poter recuperare i mobili esistenti, danneggiati dalle esplosioni.
I bambini hanno cominciato la scuola a metà settembre. All’inizio erano in 14 ma, prima della fine del mese, erano diventati 21, perché il nostro è l’unico centro per i bambini non udenti rimasto ancora aperto; tutti gli altri centri hanno chiuso e i loro responsabili hanno lasciato il paese.»

«Il centro, proseguono Jean e Viviane, apre cinque giorni alla settimana ed abbiamo aumentato anche il numero delle ore per poter coprire tutte le necessità a livello pedagogico. Cerchiamo di vivere in modo normale malgrado le circostanze difficili. Non ci siamo mai fermati a causa della paura, perché siamo sicuri che, finché c’è qualcuno che crede nella vita, essa andrà sempre avanti e non permetteremo che si fermi nel nostro Paese, anche se tanta gente lo desidera e lavora per quello.»

Dopo settembre, ci sono state alcune novità.

Un medico di una clinica di Aleppo gestita dai Gesuiti ha visitato il Centro EHIS; ne è rimasto favorevolmente impressionato e ha deciso di trasferire al centro tutti i bambini con problemi di udito che passano da loro, dopo averli forniti di apparecchi acustici. Contemporaneamente, la scuola si è accordata con la clinica per poter usufruire di assistenza medica gratuita.
E’ stato contattato il Segretariato Siriano Generale per lo sviluppo e si è riusciti ad avere i libri di cui il centro ha bisogno; i libri scolastici disponibili nel Comune, infatti, sono molto diminuiti a causa degli incendi nei magazzini.
Si è riusciti a coprire le spese del trasporto per due bambini che abitano in una zona lontana, spese che arrivano a 10.000 lire siriane al mese, una somma uguale allo stipendio medio di una persona.


«Ora il numero dei bambini è aumentato a 26, concludono i direttori del centro. Stiamo cercando nuovi insegnanti da formare per questo lavoro, perché prevediamo che il numero dei bambini aumenterà ancora nei prossimi mesi. Abbiamo cominciato a notare segni di conforto sui loro volti, mentre prima vedevamo solo stress e preoccupazione, che apparivano chiaramente sulle loro facce.
Per esempio Soaad, una ragazza di 14 anni che ha dovuto lasciare la propria casa, all’inizio era molto violenta e dubitava delle proprie capacità; ora è più tranquilla e positiva.
Queste sono le novità di questi mesi. La nostra speranza è che questo centro rimanga un centro di irradiazione, di luce che illumina, al punto che faccia vedere la presenza di Dio in esso, e la sua mano potente che ci dona la forza e la perseveranza per andare avanti.
Vi ringraziamo per tutta la vostra generosità e per il vostro sguardo profondo che scruta i nostri bisogni.»

Per conoscere altri dettagli sulle iniziative messe in atto a favore della popolazione siriana, vai alla scheda “Emergenza Siria” >>>

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