Lunedì 30 Settembre 2013
 
COSA FAI PER COSTRUIRE LA PACE?

Un’esperienza di educazione alla pace ha preso vita in Egitto e si è velocemente diffusa nel mondo, a testimonianza (ulteriore) che il popolo egiziano è fondamen-talmente un popolo non violento, che crede nella possibilità della convivenza pacifica.

Sebbene i media sembrino più inclini a mostrare le frange estremiste della popolazione, molte voci “alternative” si sono levate in questi ultimi mesi per affermare con forza una realtà diversa, il “vero volto” del popolo egiziano. Anche la testimonianza di Carlos Palma, che proponiamo qui, ci fa conoscere un Egitto diverso, che si fa promotore di pace. E, il prossimo anno, si prevede un grande Festival della Pace davanti alle Piramidi.

Abbiamo conosciuto Carlos Palma durante il Meeting dell’Educazione del 6-8 settembre scorso. Uruguayano, vive in Medio Oriente da 26 anni e da 8 in Egitto, dove ha insegnato inglese in una scuola americana del Cairo. Ora, invece, coordina alcune attività educative a livello internazionale. Fra queste, un’iniziativa di educazione alla pace che coinvolge 80 scuole nel mondo e che è nata proprio nei mesi caldi della primavera araba.

«La rivoluzione del gennaio 2011, racconta Carlos, ha spinto i ragazzi a testimoniare con la vita il loro impegno per costruire la pace, coinvolgendo tutti nella scuola, ma anche altre persone al di fuori della scuola. Dopo la primavera araba, abbiamo lanciato un Festival per la Pace sul tema “La Pace incomincia da me”. Questo ci ha portato ad aprirci ai problemi degli altri, così abbiamo realizzato un progetto di solidarietà con i ragazzi del Giappone vittime dello tsunami. Vendendo oggetti fatti da loro, gli studenti hanno anche potuto comprare dei libri per una scuola del Sudan.
I ragazzi hanno intervistato la gente più diversa in strada,  nei supermercati, negli ospedali, nelle ambasciate chiedendo “Cos’è la pace per te e cosa fai per costruirla nella vita di ogni giorno?” per sensibilizzare le persone sul tema della pace e raccogliere testimonianze da presentare al Festival.»

«Diverse scuole del mondo hanno partecipato al Festival, mandando messaggi e poesie. Dopo il Festival siamo stati invitati al Forum Mondiale della Pace a Schengen (Luxemburgo) per parlare della nostra esperienza. Da allora abbiamo partecipato al Forum ogni anno, con un numero sempre crescente di studenti.»

«Quest’anno, conclude Carlos, in mezzo a tante tensioni in Egitto e in tutto il Medio Oriente, spesso in un clima di violenza, con tante vittime, nella drammatica sospensione e paura per un futuro molto incerto, ci siamo lanciati ugualmente ad organizzare un secondo Festival per la Pace, con il titolo: “Fai un cambiamento visibile”. Vi sono stati coinvolti più di 1.500 ragazzi, professori e direttori appartenenti a 82 scuole di 40 Paesi dei vari continenti; sono arrivate lettere, e-mail, disegni e altre opere d’arte sulla pace.

Ora sono in programma micro e macro progetti e, per l’anno prossimo, un Festival che coinvolga ancora più scuole, da fare sulla spianata davanti alle Piramidi. Questo percorso ci ha fatto vedere quanto la pace stia a cuore a molti uomini in tutte le parti della terra e come sia fortemente richiesta una vera educazione alla pace.»

Un altro progetto significativo per la costruzione della pace è quello che vede coinvolti da alcuni anni ragazzi di strada del Cairo. Per saperne di più, leggi la scheda del progetto >>> 

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