Venerdì 12 Luglio 2013
 
EGITTO: LA SCOMODA VERITA’ DELLA PACE

Dai nostri amici del Cairo, un appello accorato affinché venga fatta conoscere la verità. “Che almeno l’Europa dimostri la sua capacità di distinguere!”

«Vi scrivo per darvi notizie dall’Egitto – scrive S., un’amica che abita al Cairo da diversi anni. Da quello che ho potuto vedere, i media occidentali non trasmettono informazioni corrette, anzi, sembrano pilotati. Forse perché prendono come attendibili le notizie false che frange estremiste diffondono di proposito per fomentare l’odio.
Il Presidente ad interim continua ad offrire dialogo e apertura; persino il rappresentante dell’esercito ha parlato di perdono… e invece, tutti a parlare di guerra civile. A qualcuno piacerebbe molto, ma gli egiziani non cadono nel tranello. Vi prego di boicottare  certi notiziari; dubitiamo anche della correttezza delle loro traduzioni dall’arabo. Almeno l’Europa dimostri la sua capacità di distinguere senza misurare tutto con i propri schemi

Ma ripercorriamo quanto è accaduto attraverso le parole di alcuni amici egiziani.

4 luglio
«Non potete immaginare l’intensità straordinaria di questi ultimi giorni e l’esplosione di gioia nelle strade e piazze in tutto l’Egitto! Abbiamo vissuto un fenomeno unico di solidarietà, di fede e di tenacia per salvare il paese. Abbiamo visto un popolo unito, festoso e religioso che ha dato una dimostrazione di alti valori civici nel condurre una rivoluzione in modo pacifico.
Si respira aria di libertà! È la fine di un incubo e l’inizio di un era nuova… Il sorriso tipico egiziano è tornato sui volti di tutti.
C’è da stupirsi della saggezza dei principali attori di questa svolta storica: il gruppo Tamarod (Ribellione), che ha raccolto 22 milioni di firme, l’opposizione politica unita, le forze armate, lo sceicco Al Azhar, il Papa Tawadros II e il grande popolo egiziano: un vero lavoro di squadra! Hanno saputo mettere il bene comune al di sopra degli interessi particolari. Nelle piazze non c’era più nessuna barriera tra musulmani e cristiani e con i laser venivano proiettati slogan che esprimevano l’unità.
Ci troviamo in una fase di transizione e sicuramente assisteremo ancora a scontri e violenze, però il popolo è maturato e sa che deve essere unito.»

 
9 luglio
«Le notizie di questi giorni che vedete nei vostri telegiornali non riflettono la verità; per esempio si è detto che più di 50 islamisti sarebbero stati uccisi dalle forze armate all’alba durante la loro preghiera. In realtà è stato un attacco molto violento contro la guardia repubblicana, e la guardia non ha fatto altro che difendersi. Le immagini delle camere fisse in quel posto lo dimostrano in maniera inequivocabile.
Dopo 5 giorni di manifestazioni pacifiche di circa 25 milioni di egiziani in tutto il paese, ci chiediamo perché alcuni estremisti cerchino un conflitto armato con la guardia repubblicana, che assicura la protezione dei palazzi presidenziali, dei tribunali, della corte costituzionale. Forse vogliono farsi vedere nel ruolo delle vittime e mostrare al mondo che l’esercito ha fatto un colpo di stato reprimendoli.
Nei telegiornali occidentali le immagini mostrano il caos, ma questo c’è soltanto in certi luoghi. La maggior parte di noi continua ad andare al lavoro e la sera scendiamo nelle piazze Tahrir e Itehdiah. Ci sentiamo protagonisti di questo cambiamento storico. Vediamo intorno a noi che tutti sono presi completamente da questa realtà forte, da cittadini responsabili, e vivono questo momento con tanta passione, convinzione, e soprattutto con grande fede.»

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