Lunedì 16 Luglio 2012
 
In cantiere… per costruire il futuro


Da poco è finito il cantiere dei ragazzi per l’unità. Nella settimana dal 9 al 13 luglio 215 ragazzi e ragazze provenienti dall’Italia, dalla Bulgaria, dalla Bolivia, dalla Spagna, dalla Turchia, dalla Grecia, dall’Ungheria e dall’Australia si sono dati appuntamento a Loppiano (FI), sulle colline toscane, per vivere insieme un’esperienza di fraternità e di condivisione.

Hanno trasformato, così, la cittadella di Loppiano in un grande cantiere nel quale, divisi in gruppi, hanno lavorato insieme per costruire un mondo migliore partendo dal piccolo della loro realtà.

L’AMU è stata invitata ad organizzare i primi due giorni del programma in cui sono stati fatti laboratori, giochi di simulazione, dialogo con tanta partecipazione e creatività dei ragazzi. E’ stato approfondito il  primo giorno il tema della cultura del dare evidenziando la iniqua distribuzione delle ricchezze nel mondo e facendo conoscere un modo alternativo di fare economia che abbia al centro la persona, mentre il secondo giorno è stata presentata ai ragazzi la questione dell’ambiente e della sostenibilità ambientale. I ragazzi hanno partecipato ad una simulazione sul Summit Rio +20 portando le loro proposte di educazione e informazione su questi problemi. Hanno  anche preparato un documento con delle proposte da presentare a KYOTO il prossimo mese di agosto a una conferenza dei capi religiosi sulla questione ambientale.

La diversità e le differenze individuali sono state la grande ricchezza. Un gruppo così internazionale  non poteva che stimolare la curiosità innata dei ragazzi. I giovani hanno risposto con un interesse a noi inaspettato. Momenti di dialogo con loro hanno tirato fuori una grande voglia di fare e la consapevolezza che il futuro è in mano loro. Il cambiamento, infatti, lo si può attuare attraverso le scelte di ognuno, con la partecipazione politica, con gli stili di vita non basati sul consumismo e come i ragazzi hanno affermato: “andando controcorrente ed essere l’esempio positivo per le persone che ci sono accanto”.

I ragazzi boliviani in particolare hanno colpito molto l’interesse di tutti. Si sentiva nel loro modo di parlare e nel loro modo di affrontare le problematiche che sono venute fuori dai dibattiti, una grande maturità di fondo impensabile per dei ragazzi di 15 anni. Sicuramente il contesto in cui vivono e i problemi che ogni giorno devono affrontare hanno maturato in loro una consapevolezza sull’importanza di essere testimoni di un vivere a favore della giustizia sociale e della fraternità universale.

Nella giornata finale hanno cercato di tirare fuori un identikit da attuare di come si vedono nel futuro e molti hanno risposto dicendo che vogliono entrare in politica o diventare imprenditori dell’economia di comunione per poter cambiare questo mondo così iniquo.

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